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Modulazione costante
Varianti III e IV
acrilico su tela c, 160x160
anno 2015
 

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IL VIAGGIO: IMMAGINI CHE ILLUMINANO LA STRADA


Presento il mio nuovo progetto con l'articolo che il dott.Attilio miani ha dedicato a me ed ai miei compagni di viaggio Aldo Rossetti e Manuela Venier sul suo International web post ,il giornale on line col maggior numero di lettori nel mondo.

Grazie di cuore dott. Attilio miani la sua attenzione nei confronti dei nostri progetti d'Arte è preziosa e di stimolo a dare sempre il meglio.

Abbiamo lavorato molto noi tre Aldo, Manuela ed io,perchè il nostro modo di intendere l'Arte arrivasse a tutti e soprattutto agli amici che sono venuti a trovarci.
La loro gioia, il loro affettuoso modo di fare ci hanno dimostrato che sì, ci siamo abbastanza riusciti! L'idea di Aldo ROSSETTI di lavorare tutti insieme nel workshop di fotografia è stata un'idea vincente, sicuramente da ripetere in futuro. Questa e, naturalmente, molte altre!
 

http://www.internationalwebpost.org/contents/%E2%80%9CIl_Viaggio:_immagini_che_illuminano_la_strada%E2%80%9D_10009.html#.W50U-M4zapp
 

Il Viaggio: immagini che illuminano la strada

All’Atelier Nettuno, da sabato 8 settembre a domenica 28 ottobre 2018


Soltanto qualche mese fa Maria Casalanguida ha comunicato l’apertura del suo atelier a Nettuno (Roma), una bellissima cittadina sul mare, dove da diversi anni ha scelto di vivere. Fin da subito questa sede, immersa nella campagna, ha ospitato a rotazione mostre dei suoi lavori recenti, performance e installazioni. Ora l’artista sta lavorando al suo progetto di fine estate, intitolato “Il Viaggio: immagini che illuminano la strada”, che vedrà la luce il prossimo 8 settembre.

Maria rifletteva sulla possibilità di promuovere una nuova iniziativa quando è sorta l’idea di esporre i lavori più datati della propria collezione: i primi ritratti, i primi paesaggi, qualche disegno, qualche incisione, segni indelebili dei suoi studi all’Accademia delle Belle Arti di Venezia e della sua lunga permanenza in questa città immaginaria, sognante.
Far riemergere quelle opere significa per lei tornare a quel lontano 4 ottobre 1975, giorno del suo primo viaggio in treno diretta verso la città affascinante e misteriosa in cui avrebbe condotto i suoi studi, di cui aveva sentito tanto parlare ma che non aveva mai visitato prima. Una città che le ha regalato la libertà di essere se stessa, di poter scegliere il suo percorso di vita in tutta autonomia e affrontarlo con coraggio. A Venezia, infatti, l’artista ha seguito due strade parallele: gli studi di Arte e quelli di Psicologia, che l’hanno condotta ad una profonda introspezione e alla riscoperta della sua vera essenza. Maria ricorda ancora oggi gli anni vissuti all’Accademia come un incantevole sogno: andare a lezione e poi vivere, lavorare in uno dei più bei posti al mondo (l’Arsenale di Venezia), girare in una città che è tutta un’opera d’arte, travolta da sensazioni uniche e indimenticabili.


 

Mentre Maria è assorta nel turbine dei ricordi, le torna in mente la Venezia descritta da un amico fotografo veneziano, che stima molto e che, non a caso, si definisce “fotografo di emozioni”: Aldo Rossetti. E’ lui il primo artista che l’accompagnerà nel suo “viaggio”.

Nato in quella che, molto probabilmente, si può definire come l’isola più bella del mondo (Burano), come tutti i suoi concittadini è legato all’arte da una sottile e misteriosa alchimia. Lì, dove tutti si sentono un po’ artisti, i pomeriggi estivi isolati, le nebbie d’autunno, i pittori, i fotografi sono stati la sua quotidianità da ragazzo. Burano è un rifugio per molti artisti in cerca di ispirazione, affascinati dalla bellezza e dal silenzio dei suoi magici scorci.

A farne da cornice i silenzi, la luce e i colori della Laguna, il mutare silenzioso delle stagioni e, ad un passo, la vicina Venezia, l’isola di Torcello con la sua Basilica, Murano con le sue Vetrerie artistiche.
 

Venezia è la città dove Aldo Rossetti ha vissuto e lavorato per molto tempo.

Oggi, anche se tanto diversa, per lui è continua fonte di ispirazione: l’artista risiede tra il mare e la laguna, a breve distanza da Venezia e dalle sue isole, dove i colori si susseguono stagione dopo stagione e si avvicinano alla maniera di concepire il vivere quotidiano nel silenzio e nella lentezza del tempo che scorre.
 

Quello di Aldo Rossetti è un viaggio che non richiede spiegazioni, in cui si è solo passeggeri curiosi, in cerca di nuove emozioni. Fotografa per passione, per divertimento, per il piacere di provare e regalare sensazioni.
Fotografa i silenzi, i vuoti dell’emozione intima, creando una personale finestra sul mondo, in cui ogni istante è uno spettacolo diverso, in cui la presenza dell’uomo è impercettibile e l’atmosfera è fatta di luci soffuse. Lui stesso descrive in questi termini lo scopo della sua attività artistica: “Se qualcuno si sente trasportato dentro le mie foto, anche solo per qualche attimo, allora, forse, sono riuscito nell’intento di trasmettere emozioni”.

 

Con Maria Casalanguida e Aldo Rossetti, all’Atelier Nettuno ci sarà anche Manuela Venier, artista in cui l’allegro spirito romano convive con la pacatezza delle origini venete. Dagli amici del centro Italia è chiamata “la veneziana”, mentre per gli amici del nord è “la romana”.
 










Manuela Venier:
Dalla finestra
 

Alcuni la chiamano “l’americana” perché è lì che ha vissuto per un po’ di tempo ed ha affinato il suo amore per l’arte e per la musica. E’ cresciuta a pane e cinema grazie a suo padre, e ben presto si è ritrovata ad essere cittadina del mondo con in mano una Zaiss, ereditata da suo nonno, una delle prime reflex che ancora usa per le foto in bianco e nero.
Oggi lavora a Roma come guida turistica, professione che alimenta ulteriormente la sua vena artistica. Le piace giocare e sperimentare con la fotografia, e da qualche anno porta avanti un progetto personale, “Noi siamo ciò che riflettiamo”, usando specchi e altre superfici riflettenti.


“Attraverso il riflesso negli specchi ho la possibilità di soffermarmi, distruggere e ri-costruire, esprimermi e far esprimere. Ri-conoscersi nel ri-tratto” sostiene.Ultimamente ha aggiunto altri strumenti per una ricerca fotografica più dettagliata, come sfere e lenti d’ingrandimento. Nella fotografia si affida al sentire, non solo al vedere, favorendo l’interconnessione tra mente, occhio, cuore e anima, essenza del progetto Arte Terapeuta, che porta avanti ormai da tre anni.

Federica Marocchino
 



Grazie Aldo ROSSETTI per aver accettato il mio invito e soprattutto per aver contribuito alla realizzazione del nostro evento con grande entusiasmo, dando molto di te stesso e delle tue competenze.Un sentito grazie a tua Moglie MARIELLA che è qui con noi, mai stanca e sempre sorridente (e diciamo pure che il viaggio Venezia - Nettuno è “ leggermente” pesante)

Grazie Manuela VENIER , per aver accettato il mio invito: ti ho ritrovata ancora più entusiasta della tua Arte, convinta, appassionata: ci hai coinvolto nella prova "ritratto su specchi" all’inizio sembrava un gioco, un gioco che poi si è rivelato molto più intenso, coinvolgente per tutti noi, bambini compresi!

Ringrazio quanti hanno voluto onorarci della loro presenza per la disponibilità e l’interesse che hanno dimostrato nei confronti della nostra iniziativa. E’ stato un incontro veramente emozionante, sprigionava simpatia, allegria e soprattutto calore umano, quello di cui noi tutti abbiamo maggiormente bisogno.

Un grazie particolare ad Anna e Roberto CANTELE, di Nettuno per l’amicizia e il sostegno che danno ad ogni mia iniziativa e a Giusy RUSSO, con la quale abbiamo già lavorato insieme.
 











8 SETTEMBRE 2018

IL VIAGGIO: IMMAGINI CHE ILLUMINANO LA STRADA


Manuela Venier parla della sua arte.
Sullo sfondo le foto di Aldo ROSSETTI
 





Parte delle foto di Aldo ROSSETTI

 





I miei studi d'Accademia (1978) e alcune foto foto di Manuela Venier
 







La Venezia di Aldo ROSSETTI
 

Manuela Venier ha voluto esporre le sue foto insieme ai mie lavori, studi d'Accademia (1978).
Mi ha fatto molto piacere questa richiesta soprattutto perchè effettivamente tra le nostre opere, esiste una certa correlazione.
 







"QUADRIVIO"
acrilico su tela di Maria Casalanguida
con foto di Manuela VENIER
 







Senza titolo
Foto di Manuela VENIER
 


DOMENICA 9 SETTEMBRE 2018: WORKSHOP ALL'ATELIER NETTUNO

LE FOTO CHE ABBIAMO AMATO DI PIU'
 

 

il nostro workshop, ideato da Aldo Rossetti, è stato un vero successo. Alla teoria (sia Aldo che Manu hanno parlato della loro passione per la fotografia, le loro conoscenze in merito, le loro più recenti sperimentazioni) è seguita la pratica: i partecipanti si sono "sparpagliati nel mio terreno e dintorni e, quando ho visto le loro foto, sono rimasta stupita nel vedere che erano stati immortalati particolari che erano sempre sfuggiti persino ai miei occhi...

Abbiamo scelto le immagini che abbiamo amato di più e ve le presentiamo insieme agli autori:
 










Anna BORRELLI:
Finestra
 









Claudio CASALANGUIDA: Il torchio
 









Aleksandra DRABIK:Trasparenze
 








Paolo MENICHELLI
 










Roberto CANTELE : Il vecchio lampione
 


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FRANGAR non FLECTAR
installazione - acrilico su tela, anno 2005
 

L’ARTE è il mio sostegno alla vita

L'arte da sempre mi ha accompagnato,teso una mano,aiutato a cavarmela in una vita troppo spesso piena di difficoltà.
Arte e vita inscindibili:la mia vita l'ho costruita con fatica ma con le mie sole mani.L'arte allo stesso modo fino ad oggi ed oggi mi offre doni fantastici, sorprese su sorprese.
Non sono abituata ai doni nè alle sorprese: non sapevo potessero avere un potere così grande, così magico!
Oggi il sostegno dell'arte nei miei confronti non è più soltanto morale...
Oggi in particolare, ringrazio Marianna Montaruli di Tracce Cachiers d'Art, per avermi proposto la realizzazione di alcuni progetti, ai quali mi sono veramente appassionata.Un'esperienza nuova, che per un po' mi ha portata in un mondo diverso dal mio, sia come metodo di lavoro che come stile pittorico, ma ugualmente affascinante.

Un'esperienza valida che spero poter ripetere con chi, in nome della Vera Arte,abbia voglia di lavorare con me!
 

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Tra Arte e Natura I colori della vita di Maria Casalanguida
 

http://www.internationalwebpost.org/contents/Tra_arte_e_Natura_8888.html#.Wsm4Dy5uapp
 

Nel variopinto universo dell’Arte e della pittura, tra le poche e rare donne che sono riuscite ad imporsi con le proprie forze, ma soprattutto per il loro grande talento e la loro bravura artistica, troviamo l’italiana Maria Casalanguida.

Una pittrice che non esitiamo a definire originalissima e geniale, non solo per le sue doti pittoriche intrinseche, ma anche per la purezza del sentimento d’arte che guida il suo lavoro e per la cosciente onestà artistica. Eppure, nel suo lavoro non c’è mai supino omaggio alla convenzione iconografica della pittura di genere, bensì un’originale e singolare ricerca d’autenticità, la continua verifica di una propria strada all’espressione.

Quando un pittore dimostra di avere, con scioltezza grafica e simbologie proprie, mostra ed esprime con un linguaggio unico il suo punto di vista, ma fortemente collegato nella sua contestualità destinata e divenire testimone dei nostri tempi, elemento essenziale per dare continuità alla storia intrisa di colori che diventano sentimenti e generano eventi che spronano ad una continua trasformazione, si può dire che è un artista.

L’abbiamo incontrata nel suo “Atelier Nettuno” dove i colori delle sue opere ben si miscelano in quelli della natura.



L'INTERVISTA


Puoi dirmi chi è Artista secondo te?

Artista è chi ha il coraggio di non mentire a se stesso. Dirsi la verità permette di fare scelte autentiche, quelle scelte che metteranno la Vita stessa in condizione di offrirci tutto quello che può offrire.

Un artista non può e non deve vivere in modo insignificante e la sua attività è senz’altro un modo coraggioso di andare avanti, di arrivare ad essere persona matura, completa, felice.

Per quello che mi riguarda l’Arte è il sostegno della mia vita, il centro della mia esistenza. A lei va la mia illimitata fiducia perché mai mi ha tradita.

L’Arte non chiede nulla , anzi, se la ami davvero, ti verrà a cercare… ma dovrai essere un pittore “eccellente” A questo proposito mi torna in mente Jonathan Richardson (An Essay on the Theory of Painting):

Un modo per essere un pittore eccellente è di essere un uomo eccellente.

L’animo del pittore deve avere Grazia, e Grandezza; e dev’essere leggiadramente e nobilmente formato.

Un pittore dovrebbe avere una Soave e Felice Disposizione d’Animo, perché le Grandi e Belle idee vi possano avere ricetto.

Quando hai capito di volerti dedicare alla pittura?

Sicuramente fin dalle scuole elementari. Un’Arte che ho sempre praticato negli spazi che i miei studi classici mi consentivano prima, e poi con tutta me stessa quando decisi di trasferirmi a Venezia e frequentare, sia pure da esterna, tutti i corsi dell’Accademia di Belle Arti.

Ho conosciuto Maestri eccezionali, ho conosciuto la libertà di espressione che ho interpretato come un percepire attraverso l’immaginazione e questo mi ha portato oltre, lontano, sulla strada del sogno che, calle dopo calle,mi conduceva verso una nuova vita, quella che da sempre avevo desiderato.

Com’è stato il tuo ritorno a Roma da Venezia?

I miei dipinti su temi veneziani ebbero grande successo e questo contribuì ad attutire la mia malinconia.Sono passati tanti anni ma ho ancora grande nostalgia di questa meravigliosa città.

A Roma non mi fu possibile andare a dipingere all’aperto con il mio cavalletto né far parte di gruppi di artisti , come a Venezia; del resto, si sa, le città grandi sono dispersive e poi Roma era molto diversa da come l’avevo lasciata. Continuai tuttavia a dipingere , prima lavorando con una Galleria d’Arte in via Margutta, poi in solitudine.

Solitudine conseguente ad essere fuori dal mondo ufficiale dell’Arte, ero un’artista “fuori dal coro”, come si usa dire e lo sono ancora.

Ero molto giovane quando mi resi conto che la prima cosa che avrei dovuto fare per raggiungere la mia totale indipendenza, era trovare un lavoro, avere il famoso “posto fisso”che mi avrebbe permesso di continuare la mia attività artistica, lusso che altrimenti non avrei potuto permettermi.

Il posto fisso mi assicurava sì la sopravvivenza, ma non mi permetteva di dedicare molto tempo all’Arte, visitare mostre, frequentare altri artisti, così lavoravo in silenzio ed ogni tanto esponevo in Spazi pubblici con il Patrocinio dei vari Comuni che mi ospitavano o della Regione.

Non hai mai esposto le tue opere in una Galleria ?

Pochissime volte e non recentemente. Come dicevo, in passato mi è mancato il tempo di frequentare l’ambiente dell’Arte che ancora oggi non conosco abbastanza, poi quando ci si abitua a lavorare nel silenzio c’è anche molto di positivo: una ricerca fatta dimenticando il resto del mondo, può contribuire a far scaturire qualcosa di nuovo. A me, come artista e come donna, non basta soltanto avere uno stile riconoscibile. Lavoro per ottenere di più non per una smodata brama di successo, ma perché sento di avere ancora molto da dire.

IL mio rapporto con gli addetti ai lavori è comunque ottimo: ho sempre avuto giudizi critici positivi, tanti gli incoraggiamenti. Posso assicurare che nessuno è mai rimasto deluso dal mio lavoro.

A quale delle attuali correnti artistiche appartiene il tuo stile?

Il mio stile non appartiene a nessuna delle attuali correnti: è il risultato di una mia profonda introspezione, di una mia costante ricerca.

Per arrivare ad avere un mio stile personale, ho cercato di dimenticare per un po’gli artisti che avevo studiato per anni: certamente ne avevo subito l’influenza, tutti mi avevano profondamente impressionata ma io, come donna, come artista alla ricerca della propria indipendenza, avevo bisogno di mettermi alla prova. La mia vita, nel bene e nel male è da sempre impostata su questo principio.


Maria Casalanguida,nata a Bracciano, vissuta tra Roma e Venezia, approda a Nettuno dove attualmente vive e lavora. Studia disegno pittura scultura e incisione all’Accademia delle Belle Arti di Venezia. Trasferitasi a Roma negli anni 90 partecipa a mostre qualificate in suggestive località d’Italia quali Castello Ruspoli di Nemi, con il patrocinio del Comune, il Chiostro di San Pietro a Perugia,la Biblioteca comunale di Morlupo (Roma), presso Spazio visivo 2000 a Riano (Roma), presso la Galleria “Il Logogramma” a Roma, con il patrocinio del Comune e della Regione. Dopo 16 anni di silenzio espositivo ma di fervida ricerca, torna ad esporre nel 2010 al Forte Sangallo di Nettuno e Villa Sarsina, ad Anzio, con il patrocinio dei relativi comuni.

Attilio miani

Un sentito Grazie al Dott. Attilio miani, Direttore dell'INTERNATIONAL WEB POST
 

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ATELIER NETTUNO

8 marzo 2018 Questa è la data che ha segnato l'apertura del mio Atelier in Nettuno (Roma)la bellissima cittadina nella cui campagna io vivo.
Qui, a stretto contatto con la natura che ogni giorno mi sorprende, mi stupisce e mi dona serenità, cerco di comunicare al mondo il mio amore per l’Arte, la Vita, l’Umanità tutta.
Qui espongo le mie opere, qui avrò il piacere di accogliere chi vorrà conoscerle.
Attualmente sono in mostra le mie opere recenti tra cui il Mandala del Pettirosso - Il Mandala autoritratto - Chalets delle Api - Quadrivio.
 

MANDALA DEL PETTIROSSO E MANDALA AUTORITRATTO


Figure mandaliche non erano mai apparse nei miei sogni nè avevo mai pensato di inserire mandala nella mia ricerca artistica che, in realtà, sopravviveva in silenzio, in solitari dialoghi tra me e me stessa. Poi, l'incontro con Marianna Montaruli.
Marianna Montaruli è sì l'editore, insieme al suo compagno Prof. Beniamino Vizzini, della rivista TRACCE CAHIERS D'ART,ma è anche e soprattutto un'artista sensibile e generosa, un’artista che mi sta contagiando con il suo coraggio: eccomi infatti pronta alla mia nuova ricerca, il mandala, un’avventura che mi affascina perché sento che la mia creatività ne trarrà giovamento, che la mia quotidiana meditazione troverà un senso e mi permetterà di entrare in uno stato di calma dove la mente non trova sofferenza.
 




MANDALA del PETTIROSSO
 

 

RUBIN il PETTIROSSO

Marianna Montaruli di TRACCE CAHIERS D'ART lo ha chiamato “IL REUCCIO” , infatti ha studiato per lui un’adeguata coroncina e tante sorridenti formine per rendere più accogliente e gioioso il suo regno. La nostra mascotte meritava di essere immortalata e non su un ramo del noce questa volta, ma tra le foglie di un altro albero perché amo immaginare che stia ancora girando qui, nel mio terreno volando di qua e di là. Questo mandala rappresenta il seguito del racconto fiabesco che la natura ci ha proposto qualche mese fa.
La natura, l’unica depositaria di meravigliose e fiabe che a volte ti rendono partecipe della loro magia.La natura, l’unico rifugio sicuro capace di avvolgerti di amore e di bellezza.
 

MANDALA AUTORITRATTO
 










 

MANDALA AUTORITRATTO

Ho messo le mie iniziali al centro di questo mandala.Forse ho voluto premiarmi? Ho preso maggiore coscienza di me stessa, della mia attività artistica? Della mia vita? Del mondo? Mi sto avvicinando sempre di più all’armonia? Chissà...
 

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LES MASCOTTES dell'ATELIER NETTUNO

ROBIN il Pettirosso - BELLA la Gattina
 

 

Ringrazio Marianna Montaruli diTRACCE CAHIERS D’ART per aver creato questa tenera e toccante immagine, frutto della commozione che ha provato nel sentire la storia di queste due creaturine capitate nel mio giardino, una di passaggio che forse tornerà a trovarci, ed una che resterà qui.
 

Novembre 2017 - Questa mattina un pettirosso era intento a racimolare briciole davanti alla porta del mio Atelier. All’improvviso arriva una non troppo amica combriccola: due cani e un gatto.

Il pettirosso si spaventa, vola via, ma va a sbattere contro un porta a vetri e cade svenuto.
Lo soccorro, chiamo aiuto, lo prendiamo in braccio, lo accarezziamo, lo coccoliamo lo appoggiamo sul noce...a poco a poco si riprende..

E’ rimasto diversi minuti accoccolato, poi si è guardato intorno e dopo aver rivolto lo sguardo verso di noi,è volato via cinguettando...come se volesse ringraziarci. E’ stato bello incontrarlo, anzi BELLISSIMO!
 






ROBIN il Pettirosso
 

BELLISSIMO è stato anche incontrare, dopo qualche giorno, la gattina BELLA
Joy, uno dei miei cani,abbaiava e guardava la cima più alta dell’ulivo. Lei era lì, aggrappata al tronco dell’albero, spaventatissima
 
















la Gattina BELLA
 

E’ stata subito salvata e accolta nella nostra casa. E’ serena, sta dimostrando una grande riconoscenza, il rumore delle sue fusa ricorda un motorino.
La gioia più grande è pensare che tra poco la vedremo scorrazzare felice nei campi, saltare sugli alberi e magari anche giocare a nascondino, come spesso amano fare i gatti.
La vita qui in campagna si fa amare ogni giorno di più, mi riserva sorprese straordinarie, mi stupisce, mi insegna a vivere, mi insegna ad amare, mi stringe tra le sue braccia per farmi sentire una delle sue creature. Ogni giorno mi parla e la mia anima si rasserena.
 








Maria Casalanguida, panchina Saint-Rémy
Atelier Nettuno, Nettuno (Roma) 2017
Panchina realizzata a mano
legno dipinto, cm 198 x 55 x 97







 







Vincent van Gogh
“The stone bench in the asylum at Saint-Rémy”, 1889
Photo credit: @AmyFeldtmann
 

...Nel mio pensiero, sedendo su questa panchina che Maria con la gioia nel cuore ha dipinto tra l'Estate e l'Autunno che principia e con gli occhi che sento eccitati dalla luce del Magenta e dai Fiori, rivedo la "Panchina a Saint-Rémy" dipinta da Vincent van Gogh in quel luogo poco fuori Saint-Rémy-de-Provence dove si incontra il "monastero" e la chiesa-cappella. Insieme a pace e silenzio, il giardino e il chiostro di Saint Paule de Mausole vive ancor oggi di verde e di fiori è ricolmo. Vincent vi abitò tra l'89 e il '90 e tanto disegnò e dipinse la Luce di quel Paesaggio... gli alberi fioriti, gli ulivi, il grano, i girasoli, gli iris, la bella lavanda... la fontana al centro del giardino. Ancora oggi quello è il Luogo immerso in un tempo senza tempo, dove qualcuno va a sedersi sulla panchina che trova in fondo al giardino... con la Pittura “dentro”.
 

Nel ringraziare Marianna Montaruli di Tracce Cahiers d'Art per avermi onorata di questa nota dall'atmosfera incantata, prendo lo spunto per proporre la foto del quadro "Panchina a Saint-Rémy" di Vincent van Gogh e presentare il mio Progetto d’Arte Saint-Rémy, Autunno 2017.
 

La sede del mio Atelier Nettuno è in campagna ed io ultimamente dedico molto tempo a questo mio adorato spazio ed al verde che lo circonda: non molto tempo fa, parlando d’Arte con Marianna Montaruli di Tracce Cahiers d’Art,lei aveva citato, tra le numerose panchine dipinte da Vincent Van Gogh, la “Panchina a Saint-Rémy”. Van Gogh, dopo aver lasciato Arles, andò a vivere per un anno tra il 1889 e il 1890 nel Monastero di Saint Paul de Mausole, appena fuori Saint-Rémy-de-Provence, diventato ospedale psichiatrico. Fu quello un periodo straordinariamente fecondo: qui Van Gogh realizzò 143 dipinti ad olio e 100 disegni, capolavori senza tempo.

Dai dialoghi tra Marianna e me, spesso, se non sempre, nasce una nuova idea: perché non costruire con il legno e poi dipingere con i miei colori una panchina per l’Atelier Nettuno - Studio d’Arte di Maria Casalanguida?
La panchina è stata realizzata a mano con grande pazienza, precisione e volontà dal mio compagno Paolo Menichelli e poi da me dipinta. Ho pensato che la sua giusta collocazione fosse il mio giardino, sul terreno tra due grandi ulivi, silenziosa e accogliente per chiunque vuole e vorrà raccontare, raccontarsi e in particolar modo per chi ha Amore per l’Arte e sente l’urgenza, il desiderio e la gioia di parlare di Arte. Ho lavorato con dedizione e raccoglimento, giorno dopo giorno… le mie prove colore, i miei bozzetti, i timori di sbagliare, la gioia di dipingere e insieme la fatica, la tensione di portare a termine il Progetto. Ed ecco nelle foto la mia panchina che non avrebbe potuto avere altri nomi se non questo: “Saint-Rémy”.
 








Panchina Saint-Rémy di Maria Casalanguida, 2017

Dimensioni:

lunghezza seduta cm 180 - profondità della seduta cm 48
altezza schienale cm 50

Ingombro:
lunghezza cm 197 - profondità cm 58 - altezza cm 97


 





Panchina Saint-Rémy”-Maria Casalanguida seduta sulla Panchina SAINT-REMY con a fianco Le Bois D’Amour e la rivista Tracce Cahiers d'Art

 

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LE BOIS D'AMOUR

PROGETTO D'ARTE , Estate 2017 - Molte volte mi sono soffermata a guardare l’opera "Le Bois d’Amour" di Paul Sérusier (1888), molte volte ho pubblicato la sua foto sulla mia pagina facebook, ma soltanto una volta mi è capitato di parlarne e di ricordarne la storia! Me ne ha parlato Marianna Montaruli di Tracce Cahiers d'Art e, quando mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto avere un mio Talismano, ecco, ne ho "creato" uno, anzi più di uno!

I Talismani, i miei Talismani, quelli che saranno sempre con me, che mi parleranno nel silenzio, che seguiranno il mio cammino nell’arte, veri e colorati testimoni.
 






TALISMANI
realizzati con carta pietra: anelli cuciti tra loro e dipinti con colori acrilici
 









TALISMANO
un antico anellino lavorato in oro bianco e giallo, prezioso dono, prezioso ricordo!
 









TALISMANO tra rami d'ulivo
 


















TALISMANO tra rami di giuggiolo e gelso
 







il mio LE BOIS D'AMOUR
 








Maria, il castagno e LE BOIS D'AMOUR
 

Il mio LE BOIS D'AMOUR


Per i talismani ho “creato”, con il generoso aiuto del mio compagno Paolo Menichelli, una dimora, una scatola di cm 22 x 27x10, le stesse misure della scatola di sigari sulla quale Sérusier dipinse il suo “Le Bois d’Amour.

Con questo mio dipinto ho sentito di immedesimarmi nell’atmosfera del tempo…
 

LE BOIS D'AMOUR


è un piccolo paesaggio che diventò il prezioso “Talismano” dei pittori del movimento dei Nabis e che costituirà una tappa fondamentale nel passaggio tra pittura figurativa e pittura astratta.
Dopo l'incontro con Gauguin a Pont-Aven, paesino della Bretagna, Sérusier trovò ispirazione per la sua opera nel boschetto denominato "Le Bois d'Amour", rifugio" di innamorati.

Fortunato Paul Sérusier! La vita di ogni artista si basa su incontri non comuni.
Penso che nessun artista debba essere lasciato solo e, come dicevamo con Marianna Montaruli, la bellezza dell'Arte trova nel Dialogo la sua fonte primaria d'ispirazione.



 











LE BOIS D'AMOUR in una foto di fine '800
 

La foto del LE BOIS D'AMOUR mi ha suggerito un'idea: quella di inserire dopo il boschetto, il mio giardino, un’opera del 1992, che ritengo sempre attuale: è un luogo da me immaginato che oggi è il terreno che circonda la mia casa.
 











GIARDINO, 1992
acrilico su tela cm 100x100

 

***
 














ARS gratia ARTIS, 2016
acrilico su tela cm 80x80


 

Io, Maria CASALANGUIDA

Sono nata a Bracciano, delizioso paese sul lago, in provincia di Roma e vivo a Nettuno, una bellissima cittadina sul mare, a poca distanza da Roma.Ho vissuto quindici anni a Roma e dodici a Venezia ed è a quest'ultima che sono particolarmente legata perchè mi ha dato la possibilità di capire quale fosse la mia più autentica scelta di vita: quella di dedicarmi all'arte.

Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica ed essermi iscritta alla facoltà di filosofia a Roma, un giorno, inaspettatamente mi arriva una proposta di lavoro da Venezia e senza esitazione corro ad abbracciarla. Non appena a Padova aprì la facoltà di psicologia, altra mia grande passione, decisi di frequentarla in contemporanea con l’Accademia delle Belle Arti. Non fu difficile scegliere a chi dare la priorità negli studi..

Scelsi l’arte, quell’arte che mi aiuta a difendermi dal vero e nello stesso tempo mi da tanta forza per affrontarlo! E scelsi di iscrivermi all’Accademia delle Belle Arti dove iniziai uno studio veramente intenso:lezioni di disegno, pittura, scultura, incisione ogni pomeriggio, subito dopo il lavoro che comunque dovevo svolgere per assicurarmi “la sopravvivenza”.

Insieme agli artisti del mio gruppo ci recavamo spesso in posti caratteristici, frequentemente sulla riviera del Brenta, per provare l’emozione di dipingere a contatto con la natura, là dove sono i colori veri, là dove regna la vera arte: Quando i nostri lavori erano tutti vicini, posati sull'erba, era davvero emozionante constatare come fossero ognuno diverso dall'altro. Ci stupiva vedere le diverse interpretazioni dello stesso paesaggio e scherzando, a turno ci chiedevamo: “scusa, ma tu dov’eri?”
Questa domanda in particolare mi fu rivolta da tutti quel giorno che mi allontanai per pochi minuti e tornai con una bella bicicletta! Me l’aveva venduta a buon prezzo un marinaio polacco che passava di là... fu utilissima per i miei spostamenti a Mestre e dintorni ed ero davvero orgogliosa di avere un mezzo di trasporto “pezzo unico” in zona…

Inutile dire che al mio ritorno a Roma, grandissimo fu il successo dei miei lavori veneziani! Grazie Venezia TVB

 










FIORI
acrilico su tela cm 60x80, 1988
 

FIORI : Opera poeticamente recensita da Marianna MONTARULI di TRACCE CAHIERS D'ART:

Mi piace moltissimo questo lavoro FIORI... In un tempo sospeso, di Primavera o d'Estate, a dipingere un tessuto di seta poggiato a parete, Tu Artista vuoi mostrarmi tre piani... laggiù il chiaro del cielo, nel mezzo del mare che calma lo sguardo, qui davanti un affollarsi di fiori, come forme marine occupano la mente... rimangono negli occhi colori che sfumano, socchiudo lo sguardo, accarezzo i bianchi e i gialli, mi fermo sui rossi... immagino il quadro in una piccola casa di mare, aperta finestra sulle onde...

L'opera fa parte della collezione Laura BIAGIOTTI. Fu acquistata, insieme ad altre da sua madre Sig.ra Delia presso la Galleria PARAMETRO di Dario RUFFINO, in Roma, via Margutta.
 











Un ATELIER d'artista
 











RITORNO al PRESENTE, 2017
acrilico su tela cm 100x100
 
IL PRESENTE

Ci sono momenti nella vita in cui il filo dell’aquilone che sorregge la tua anima sfugge alle tue mani e si spezza: i tuoi occhi si chiudono alla visione della realtà e immaginano un altro mondo che è ieri o può essere domani o forse non potrà essere mai... ed inizi ad inseguire la speranza.

La speranza va, torna, va di nuovo via in un movimento altalenante che non da certezze.Poi, all’improvviso, il PRESENTE : bussa alla tua porta, sorride, ti offre un dono d’arte, tanti doni d’arte, perchè ama il tuo lavoro.

Tu torni ad esistere, riprendi la tua forza, la tua anima , ringrazi il PRESENTE e lui risponde “VIVA L’UTOPIA DELL’ARTE”!
Non è difficile dedurre da tutto questo che il mio interlocutore, Il PRESENTE possa avere un nome . Infatti si chiama Marianna MONTARULI editore di di TRACCE CAHIERS D’ART! E’ Lei che mi sta aiutando ad aggiornare il sito,ed è sempre lei ad aver lavorato sulla foto di questa mia opera per renderla così speciale e calibrata. Grazie di cuore Marianna!
 

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giugno 2017
Brand realizzato da Marianna MONTARULI
TRACCE CAHIERS D'ART Publisher
 

LA VERDE ARTE ITALIANA

"L'Artista Italiana Maria Casalanguida vive nella campagna di Nettuno, vicino Roma.Mi Piace la sua Arte perché è tutt'uno con il suo STILE DI VITA, Semplice e Naturale.
The Italian Artist Maria Casalanguida lives in the Nettuno countryside, near Rome. I like her ART because it's one with her LIFESTYLE, Simple and Natural.
I LIKE GREEN ART"
Marianna MONTARULI di TRACCE CAHIERS D'ART

Grazie a Giusy RUSSO per aver ricamato il marchio a dimostrazione che sulla stone paper si può anche cucire e ricamare!

LINK del Gruppo AMICI a cui piace Maria CASALANGUIDA: https://www.facebook.com/groups/1011905925609639/

 

 








CHALETS DELLE API
BEE Home
acrilico su CARTA PIETRA cm 50x70

 

CHALETS DELLE API

L’apicoltura è definita dalla legislazione italiana come attività di interesse nazionale per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale. Attualmente purtroppo le api rappresentano una delle emergenze ecologiche in corso. Quando le incontro qui da me in campagna, mi chiedo se sappiano quanto siano importanti per la nostra vita e le ringrazio di cuore, con la speranza che siano forti e resistenti ad ogni attacco malvagio…gli chalets della mia opera sono ben protetti da uno zebrato fantastico che mi è stato suggerito da Marianna Montaruli di TRACCE CAHIERS D’ART,rivista d'Arte ora anche in e-book.
 










CHALETS DELLE API
 
LE API SONO GENTILI
LE API SONO GENTILI, ha detto Marianna Montaruli della rivista TRACCE CAHIERS D'ART durante una conversazione sulla disastrosa situazione che questi meravigliosi ed utilissimi insetti stanno vivendo. Una specie a rischio di estinzione: essere indifferenti in questo caso significa voler accelerare un processo di grave autodistruzione.
“Le api sono gentili” e posso constatarlo ogni mattina quando vado nell’orto a raccogliere i fiori delle zucchine: mi avvicino ad un fiore e loro, leggermente infastidite, ma per niente minacciose (pungono soltanto per difesa)si spostano su quello successivo …

Le osservo con molta simpatia e va sempre a finire che lascio loro la maggior parte dei fiori!Non a caso il loro "nido" è nella mia compostiera che, la sottoscritta, per essere altrettanto gentile, non apre più!
 

 










FIORI di LOTO, 2017
acrilico su CARTA PIETRA cm 50x70
 

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